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Dove l’eredità navale italiana incontra l’innovazione d’interni americana

New York, 26 giugno 2025 – Baglietto, il cantiere italiano con oltre 170 anni di storia ed eccellenza, insieme a Meyer Davis, studio di progettazione multidisciplinare, annunciano una nuova partnership creativa. La collaborazione darà vita agli interni di un superyacht Baglietto di 56 metri, progettati da Meyer Davis, con esterni firmati dal rinomato yacht designer Enrico Gobbi, fondatore dello studio Team for Design. A New York, hub culturale e creativo degli Stati Uniti, è stato recentemente svelato il concept di Vesta56, segnando il debutto ufficiale di questo progetto visionario.

Vesta56 rappresenta una convergenza unica di tre forze creative: la tradizione artigianale di Baglietto nello yachting, il design esterno distintivo di Team for Design – Enrico Gobbi e gli interni contemporanei, raffinati, di Meyer Davis, definendo un nuovo standard nel design nautico moderno.

Fondato nel 1854 da Pietro Baglietto a Varazze, il cantiere Baglietto è cresciuto da laboratorio visionario fino a diventare uno dei nomi più iconici della nautica italiana e internazionale. Con il suo emblematico logo del gabbiano, Baglietto incarna una rara fusione tra innovazione e tradizione, ed è noto per costruire imbarcazioni tanto tecnicamente avanzate quanto senza tempo nel design.

«Vesta56 è l’espressione della nostra filosofia», afferma Fabio Ermetto, CCO di Baglietto. «Con le eleganti linee esterne di Enrico Gobbi e la visione fresca e sofisticata di Meyer Davis, stiamo creando qualcosa di straordinario: un’esperienza che parla di bellezza, innovazione ed equilibrio. Siamo orgogliosi di collaborare con uno studio di design che condivide la nostra passione per uno stile contemporaneo ma senza tempo.»

Su Vesta 56

Questo superyacht di 56 metri sottolinea l’impegno di Baglietto nel fondere l’eredità italiana con prospettive di design globali, riaffermando il proprio ruolo di leader nella costruzione di yacht su misura e di pioniere nella creatività collaborativa.

«Il Baglietto di 56 metri è caratterizzato da un design coinvolgente, spazi generosi e un profilo slanciato e dinamico. Il brief di progetto richiedeva ampie e confortevoli aree esterne e interne, senza compromettere l’estetica dello yacht. Per questo motivo sono state scelte linee dinamiche e allungate, per raggiungere il perfetto equilibrio tra volumi generosi e un profilo elegante e filante», commenta Enrico Gobbi.

Le proporzioni snelle dello yacht sono state ottenute grazie a dettagli di design come gli sbalzi ultra-sottili del ponte di poppa, che richiamano le ali di un jet, combinati con vetrate continue lungo l’intera lunghezza dell’imbarcazione. Questi elementi riflettono un’ispirazione aeronautica e conferiscono alla silhouette una forte sensazione di dinamismo e tensione; l’intento, infatti, era creare uno yacht definito da “linee in movimento”, una percezione di flusso ed energia continui, anche quando è all’ancora.

Il progetto riunisce tutte le principali caratteristiche tipiche delle unità più grandi: le due più iconiche sono l’ampio ponte di prua aperto, dedicato esclusivamente all’armatore, e la piscina infinity integrata nella piattaforma di poppa, che offre una connessione senza soluzione di continuità con il mare.

Questo dialogo costante tra esterno e interno è al centro della filosofia progettuale del 56 metri. In aree chiave come la cabina armatoriale e il salone principale, le finestre sono particolarmente alte per aprire gli spazi a viste ampie e panoramiche. Tutte le superfici vetrate sono incorniciate da forme sinuose, rafforzando l’idea di movimento e leggerezza.

Dinamismo, tensione nelle linee e dettagli raffinati definiscono il carattere di questo progetto. Il design combina elementi netti e scolpiti con curve morbide e armoniose, per creare un’identità distintiva e potente, al tempo stesso moderna e senza tempo.

Meyer Davis porta una sofisticatezza “con anima” in Vesta56, la visione concettuale degli interni del superyacht Baglietto di 56 metri. Intitolato a Vesta, dea romana del focolare e della casa, Vesta56 reinterpreta la vita in mare come un rifugio profondamente personale: uno spazio duraturo in cui il lusso incontra il senso di appartenenza.

In collaborazione con l’iconico costruttore italiano Baglietto, Meyer Davis presenta uno studio di design meno orientato allo spettacolo e più alla sensazione: un luogo non solo per esplorare il mondo, ma per sentirsi a casa al suo interno. «Siamo stati ispirati dal nome Vesta56 per il suo ricco simbolismo: la forza silenziosa della casa, il comfort di un rifugio e la presenza duratura di spazi pensati non solo per vivere, ma per sentirsi davvero a casa. Ogni materiale, curva e proporzione è carico di intenzione per riflettere quello spirito», afferma Gray Davis, co-fondatore di Meyer Davis. Gli interni hanno una forza quieta che segna ogni ambiente con significato e memoria.

Gli interni incarnano una sensibilità interculturale: il lirismo italiano incontra la raffinatezza newyorkese. Scultoreo, editoriale e caldo, Vesta56 si sviluppa come una sequenza di momenti intimi e risonanti. Geometrie morbide e texture ricche invitano a soffermarsi più a lungo: travertino, pelle cognac in rafia e finiture antracite scuro costruiscono una palette insieme tattile e senza tempo. Non sono semplici scelte estetiche: sono punti di riferimento.

Spazi “firma” come il salone del ponte principale, la sala da pranzo e il lounge superiore sono progettati per favorire connessione e comfort. Pareti vetrate retrattili sfumano il confine tra interno e mare, mentre l’illuminazione architettonica e gli arredi curvi su misura catturano la luce che cambia, come una casa che evolve con chi la abita. La Suite Armatoriale estende questa filosofia: un rifugio privato segnato da oggetti dal design “con anima” e da una provenienza curata con attenzione.

Su ogni ponte, gli interni di Vesta56 resistono al futurismo tipico di molti progetti nautici. «Abbracciando forme organiche, stratificazioni personali ed eleganza vissuta, abbiamo progettato lo yacht perché invecchi con grazia, accumulando storie man mano che viaggia», afferma Will Meyer, co-fondatore di Meyer Davis. Boiserie, arredi e percorsi parlano di una funzionalità resa poetica. Il risultato è un’imbarcazione che non si limita a muoversi: diventa. Accoglie. Con Vesta56, Meyer Davis lascia un segno duraturo non attraverso lo spettacolo, ma attraverso l’idea di rifugio: un superyacht non solo da ammirare, ma in cui tornare a casa.»